IL TERRITORIO2018-06-05T17:21:07+00:00

Siena

L’attività della Premiata Fabbrica Fiore, oggi Le Dolcezze di Siena, è da sempre legata al territorio della città di Siena e della Toscana, regione dalle antichissime tradizioni gastronomiche e dolciarie. Presso l’Archivio di Stato della città è conservato un documento del 7 febbraio 1205 che descrive nei dettagli la ricetta del precursore del Panforte, il “panes melati et pepati”.

Discendenti diretti del conosciuto “marzapane” secondo l’usanza senese, sono i Ricciarelli, dal 1400 presenti nelle tavole più sontuose d’Italia e di Francia e nei banchetti delle grandi casate del medioevo italiano: Sforza, Estensi, Borghese, Aragona, sono solo alcune delle Famiglie nobili che li resero celebri.

A partire dalla seconda metà del ‘500, i Cantucci fecero la loro comparsa alla corte dei Medici, anche se non contenevano ancora mandorle, apparse poi a metà dell’800. Una consacrazione ufficiale dei Cantuccini si trova nel dizionario dell’Accademia della Crusca che nel 1691 ne diede la seguente definizione: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”.

Siena

L’attività della Premiata Fabbrica Fiore, oggi Le Dolcezze di Siena, è da sempre legata al territorio della città di Siena e della Toscana, regione dalle antichissime tradizioni gastronomiche e dolciarie. Presso l’Archivio di Stato della città è conservato un documento del 7 febbraio 1205 che descrive nei dettagli la ricetta del precursore del Panforte, il “panes melati et pepati”.

Discendenti diretti del conosciuto “marzapane” secondo l’usanza senese, sono i Ricciarelli, dal 1400 presenti nelle tavole più sontuose d’Italia e di Francia e nei banchetti delle grandi casate del medioevo italiano: Sforza, Estensi, Borghese, Aragona, sono solo alcune delle Famiglie nobili che li resero celebri.

A partire dalla seconda metà del ‘500, i Cantucci fecero la loro comparsa alla corte dei Medici, anche se non contenevano ancora mandorle, apparse poi a metà dell’800. Una consacrazione ufficiale dei Cantuccini si trova nel dizionario dell’Accademia della Crusca che nel 1691 ne diede la seguente definizione: “biscotto a fette, di fior di farina, con zucchero e chiara d’uovo”.